Studio di psicologia e psicoterapia napoli

Studio di psicologia e psicoterapia napoli: dott.sse Ester D’Avino e Carmen Crovella
Corso Umberto n. 74
Tel. 081201080
Cell. Dott.ssa D’Avino 3396458816
Cell. Dott.ssa Crovella 3474063157
Il nostro studio è specializzato in Psicologia e Psicoterapia Sistemico Relazionale, sessuologia, psicodiagnostica, mediazione familiare, psicologia giuridica e consulenza di coppie che aspirano all’adozione o che hanno già adottato.
è possibile effettuare:
Terapia di coppia
Terapia familiare
Consulenze psicologiche
Psicodiagnosi
ipnosi
PNL (programmazione neurolinguistica)
tecniche di rilassamento
Qualche cenno teorico:
Cos'è la Psicoterapia Sistemico-Relazionale?
Perché Sistemica?
Il malessere presentato dalla persona viene letto non tanto come problema dell’individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza.
Viene solitamente privilegiata l’ottica familiare, ma le dinamiche disfunzionali possono collocarsi anche nel sistema coppia, nell’ambiente lavorativo, nel gruppo amicale, etc.
Perché Relazionale?
L’identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto, un eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.
Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza.
Quali persone può aiutare la Psicoterapia Sistemico-Relazionale?
L’approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile per le persone che ritengono avere delle difficoltà in specifici rapporti (di coppia, genitoriale, lavorativo, etc).
In particolare può rivelarsi utile al presentarsi di problematiche evolutive da parte dei bambini e/o degli adolescenti.
Questo tipo di terapia è inoltre finalizzato a leggere alcuni eventi e situazioni in modo maggiormente tollerabile da un punto di vista emotivo e trovare un significato possibile a difficoltà personali e/o familiari.
Il lavoro psicoterapeutico non è dunque prettamente rivolto al trattamento del sintomo presentato ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.
Cos’è la sessuologia?
L’attenzione dell’uomo ai problemi che riguardano la sessualità è presente fin dai primordi della storia, tanto che la magia , la stregoneria e la medicina si sono sempre confrontate con il problema della potenza sessuale, della contraccezione , della fertilità.
Col tempo si è realizzata una rivoluzione dell’approccio alle problematiche in materia ed ora, superando antichi tabù culturali duri a morire, la sessuologia clinica e il trattamento dei disturbi che essa affronta, sono entrati nel campo delle scienze a fianco della psicologia, della sociologia e della medicina.
Per questi motivi la figura del sessuologo, cioè dell’esperto che cura le patologie sessuali di origine psicologica ,sta assumendo in Italia un ruolo importante .
Il sessuologo tratta patologie sessuali, come si diceva di origine psicogena, in particolar modo, per quanto riguarda le disfunzioni maschili, l’impotenza ( o deficit erettivo), l’eiaculazione precoce, quella ritardata o assente, la dispareunia;
relativamente a quelle femminili l’attenzione è puntata sulla frigidità, l’anorgasmia,il vaginismo.
Cos'è la psicodiagnosi?
La diagnosi psicodinamica è una valutazione della personalità e dei suoi disturbi. Essenzialmente permette la programmazione di un trattamento, sia esso psicoterapico sia, eventualmete, farmacologico.
Comunemente si distingue una diagnosi "descrittiva", basata sui criteri diagnostici del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), attraverso la quale viene fornita "l'etichetta" giusta ad una sofferenza psichica, e una diagnosi psicodinamica, dove vengono prese in considerazione gli aspetti della personalità profonda. La diagnosi descrittiva ha la sua utilità nel programmare un intervento farmacoterapico, mentre una valutazione psicodinamica consente di avere un quadro approfondito delle dinamiche e della struttura della personalità.
Quest'ultimo tipo di diagnosi è utile per comprendere il paziente e la sua malattia, il modo come egli vive la sofferenza psichica, nonchè le eventuali risorse personali sulle quali può contare per ristabilirsi. Infine la diagnosi psicodinamica consente una maggiore precisione nella pianificazione di un percorso psicoterapeutico.
Gli strumenti impiegati per una valutazione psicodinamica del paziente sono i colloqui psicologici, i test ed eventuali esami medici e neurologici.
Una diagnosi psicodinamica completa dovrebbe comprendere l'analisi e la valutazione dei seguenti aspetti:
1. una raccolta dei dati anamnestici;
2. esame dello stato mentale (orientamento e percezione, cognizione, affettività e azione);
3. Somministrazione di test proiettivi
4. Diagnosi descrittiva al DSM - IV tr;
5. Caratteristiche dell'IO (punti di forza e debolezza, meccanismi di difesa utilizzati)
6. qualità delle relazioni interpersonali;
7. Caratteristiche del Sè (stima di Sè, coesione del Sè, confini del Sè etc.).
Che cos'è la mediazione familiare?
La mediazione familiare è un tipo di intervento volto alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o di divorzio. Il percorso di mediazione rappresenta una valida alternativa alla tradizionale via giudiziaria: il suo scopo è quello di consentire ai coniugi che scelgono di porre fine al proprio vincolo matrimoniale di raggiungere, in prima persona, degli accordi di separazione e di essere artefici della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura loro e dei loro figli.
Questo tipo di servizio offerto alla famiglia in crisi si basa su di un presupposto essenziale, che lo differenzia da ogni altro tipo di intervento volto a risolvere le dispute: le persone, pur nel disordine emotivo/organizzativo che spesso accompagna una crisi coniugale, hanno la capacità di autodeterminarsi ed assumersi la responsabilità di decidere ciò che è meglio per loro, evitando di delegare ad un terzo, avvocato o giudice che sia, questo compito.
La mediazione familiare mira a creare un setting specifico, uno spazio e un tempo "neutro" dove i coniugi abbiano la possibilità di "ripensarsi" come coppia, o come coppia che si separa ma che rimane unita nell'esercizio della funzione genitoriale: qualora la separazione dovesse essere l'opzione scelta, i coniugi durante il percorso di mediazione avranno l'opportunità di riorganizzare emotivamente e pragmaticamente la loro vita. Attraverso un percorso strutturato di negoziazione si giunge a degli accordi "ragionevoli e mutualmente soddisfacenti" su tutti gli aspetti inerenti il divorzio: modalità di affidamento dei figli, calendario delle visite per il genitore non affidatario, assegno di mantenimento, divisioni patrimoniali, spartizione dei beni ecc.
La mediazione familiare non è necessariamente rivolta alle coppie che hanno già deciso di separarsi: in quanto servizio di aiuto in caso di conflittualità familiare, possono recarsi dal mediatore tutti coloro che vivono una situazione di conflitto in famiglia e che sentono il bisogno di trovare uno spazio neutro in cui confrontarsi per chiarire la propria posizione, le proprie idee, o ritrovare un proprio ruolo coniugale o genitoriale corroso dal tempo o da situazioni conflittuali.
La mediazione familiare, dunque, serve:
ad aiutare i coniugi in via di separazione a trovare accordi "mutualmente soddisfacenti" per entrambi su ogni aspetto della separazione (affidamento dei figli, calendario delle visite, aspetti economici e patrimoniali). Soltanto in questo modo, infatti, le parti saranno interessate a rispettare gli accordi nel tempo;
a migliorare l'intesa e la comprensione, ristabilire un canale di comunicazione magari interrotto da anni, migliorare l'intesa e la comprensione fra le parti, promuovere un dialogo costruttivo e chiaro fra gli ex coniugi in vista di una collaborazione futura come genitori;
a coadiuvare i cambiamenti emotivi, psicologici, pragmatici ed organizzativi che accompagnano la separazione;
ad aiutare a prevenire la sofferenza generale provocata dalla crisi coniugale, ed evitare che la crisi coniugale sfoci in una conflittualità dannosa e distruttiva;
ad offrire uno spazio neutro di dialogo e confronto costruttivo;
a tutelare il benessere e i diritti dei minori coinvolti;
a promuovere il rispetto fra i genitori;
ad "umanizzare il divorzio". Da un punto di vista psicologico, infatti, la capacità di separarsi civilmente rappresenta il modo migliore per dirsi addio e per chiudere in positivo e dignitosamente un capitolo della propria vita. E per continuare entrambi ad essere protagonisti, anche se da lontano, della crescita dei propri figli: ci si può separare come coniugi, ma non ci si può mai separare dal proprio ruolo di genitori.
A chi si rivolge la mediazione familiare?
ai coniugi che hanno deciso di porre fine al proprio matrimonio
a quelli che stanno pensando di farlo
alle coppie in crisi indecise sul da farsi
alle coppie già divorziate che intendono rivedere i propri accordi
Nella sua definizione rigorosa la mediazione familiare si rivolge ai coniugi che hanno deciso di separarsi: il mediatore, figura imparziale e qualificata, ha il compito di guidare il processo di elaborazione degli accordi di separazione, chiarendo le posizioni, i desideri, le aspettative ed i diritti delle parti, aiutandole a trovare valide alternative ed a superare le impasse di un irrigidimento nella comunicazione e nella negoziazione. Spesso, tuttavia, il mediatore si trova di fronte a coppie indecise e dubbiose sul da farsi, a coniugi che data la situazione di alta crisi che stanno vivendo sono insicuri di sé e del proprio futuro: in questo caso, allora, prima di iniziare il processo di mediazione vero e proprio il mediatore struttura una serie di 3 incontri in cui la coppia viene stimolata a lavorare e a riflettere sul futuro, sulle opzioni disponibili e sulla via da seguire.
Cos’è la Psicologia Giuridica
La psicologia giuridica descrive il profilo psicologico risultante dagli aspetti intellettivi, caratterologici ed attitudinali della psiche del cittadino, in rapporto alla posizione giuridica (in rapporto al ruolo rivestito nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e delle professioni e nella società).
La psicologia giuridica è chiamata principalmente a descrivere la storia personale (profilo psicologico) delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari, al fine di indicarne i dati comportamentali e sottoporli al vaglio dell’autorità giudiziaria incaricata del processo civile o penale.
Comprende lo studio dei fattori della personalità: intelligenza, carattere, attitudini, bisogni, tendenze, motivazioni, stimoli, socializzazione, fragilità psichica, deficit intellettivo, stress psicosomatico, affaticamento mentale, morbilità psichica, pericolosità sociale.
Ormai la psicologia giuridica si articola anche in aree specialistiche, qui sommariamente descritte, per obiettivi:
• psicologia forense, se riguarda la osservazione e la descrizione psicologica dei “soggetti coinvolti”, durante l’espletamento del dibattimento;
• psicologia giudiziaria, se riguarda la osservazione e la descrizione psicologica dei “soggetti coinvolti”, ai fini della valutazione del profilo e dell’eventuale danno psicologico ;
• psicologia criminale, se riguarda la osservazione e la descrizione del comportamento psicologico abituale dei “soggetti delinquenti, autori di reati”, anche ai fini della valutazione dell’eventuale pericolosità sociale;
• psicologia rieducativa, se riguarda la osservazione e la descrizione del valore psicologico della pena assegnata alle persone oggetto di rieducazione;
• psicologia legislativa, se riguarda la descrizione, lo studio e la elaborazione di norme riguardanti la prevenzione ed il contrasto della delinquenza o il contenuto della pena e le conseguenze psicologiche del periodo di carcerazione.
Rientrano in tali aree di studio anche gli aspetti psicologici di: separazione, divorzio, adozione nazionale e internazionale, affido etero-familiare dei minori, maltrattamento dei minori, abuso sessuale, comportamento deviato, violenza di gruppo, turbamento mentale e psicofisico della vittima, pedofilia, sette, minori a rischio di devianza, “carriere criminali”, bullismo, “branco”, dipendenze e sfruttamento, valutazione / misurazione del danno psichico, funzionamento dei servizi sociali, delle case-famiglia e dei centri di accoglienza e recupero.
Risultano fondamentali anche gli approfondimenti degli aspetti psicologici della responsabilità penale dei minori e degli adulti, dei comportamenti dei “testimoni” e degli effetti dello stato di reclusione.
Infine si sottolinea che la psicologia giuridica fornisce gli strumenti conoscitivi / operativi per la realizzazione del “colloquio protetto”, della “consulenza tecnica” e della “perizia psicologica”, in ambito civile e penale.
CONSULENZA SESSUOLOGICA
Dott.ssa Ester D’Avino
PSICOLOGA
SESSUOLOGA
PSICOTERAPEUTA FAMILIARE
COMPETENZE
EDUCATORE SESSUALE
CONSULENTE SESSUALE
SESSUOLOGA (Esperta in Sessuologia Clinica)
DISTURBI DELL’ECCITAZIONE
DISTURBI DEL DESIDERIO SESSUALE: - Desiderio sessuale ipoattivo
- Disturbo da avversione sessuale
- Desiderio sessuale iperattivo
DISTURBI DELL’ORGASMO
insonnia
insonnia
passano i minuti e io sono insonne e insonne e’ il clandestino nella stiva. il ticchettio dell’orologio, il primo fresco di settembre sui piedi, lo scricchiolio delle sedie e dei mobili, il respiro di mia figlia. il rumore del vento e del mio collo, lo sfregarsi del corpo sulle lenzuola. sono insonne e sono calmo, scrivo e penso al cadavere che mi trascinero’ stamattina. sono insonne e sono positivo, ho un credito di vita, un sogno da realizzare, un desiderio da esprimere. accendo una piccola lucina e guardo le cose, ma neanche tanto e guardo le mie compagne di letto che teneramente dormono. un altro rumore di oggetto che cade, strano ma anche le cose hanno qualcosa da dire. i minuti continuano … ore quattro e trenta e a volte penso tanto a volte poco, per un attimo a niente per un niente a tanto, poi voci di vicini, poi ancora silenzio a parte il respiro e il ticchettio. e’ un po’ monotona questa notte e mentre scrivo mi smentisce il vento e il rintocco di una campana.
energia e informazione
energia e informazione
il nostro cuore che pulsa, il nostro sangue che ‘scorre’, i passi che muoviamo nel nostro camminare, le braccia che sollevano o le mani che fanno presa, quando lavoriamo o svolgiamo i piu’ diversi tipi di attivita’, il nostro correre da o verso qualcosa per gioco, per necessita’ o per paura sono possibili grazie all’energia. l’energia elettrica che esprimiamo in volt e’ la stessa, anche se quantitativamente di minore intensita’, che insieme permette lo scambio di informazioni tra le cellule che compongono il nostro corpo e la nostra mente.
noi siamo pertanto informazione ed energia …
crisi di panico
crisi di panico
il vuoto e’ tutto, il vuoto e’ niente, il vuoto e’ gerusalemme liberata, la pace sulla terra. prozac per non aver paura o tavo da prendere nel caso non riesca proprio a farcela a sostenere l’esame di economia politica all’universita’ di fisciano. erano trascorsi pochi giorni dall’infausta esperienza della mia prima crisi di panico e probabilmente i medicinali in un primo momento mi fecereo anche bene. trascorse due settimane pero’ li sospesi e dopo due mesi anche le visite dallo psichiatra. poi chiusomi a riccio ho trascorso tanti momenti piacevoli e tanti anche brutti, ma costantemente ossessionato dalla ricerca del motivo della mia crisi di panico, delle conseguenze delle mie azioni o dalla possibilita’ di dare seguito ad azioni sconsiderate in seguito a pensieri sconsiderati.
Altri articoli...
Pagina 1 di 2
inibizione psicomotoria
la inibizione psicomotoria e’ un sintomo della depressione. la inibizione pu0’ procede dal rallentamento e dalle contrazioni della mimica facciale fino alla catatonia, che e’ una specie di rigidita’ statuaria. tipica e anche rara e la sindrome di cotard nella quale la persona arriva addirittuara a negare la sua fisicita’, i suoi organi interni e di conseguenza, la possibilita’ di deteriorarsi nel tempo e di morire, per cui si condanna a soffrire in eterno.
