Studio di psicologia e psicoterapia napoli

Psicologa Napoli

Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale:

Il nostro studio è specializzato in Psicologia e Psicoterapia Sistemico Relazionale, sessuologia, psicodiagnostica, mediazione familiare, psicologia giuridica e consulenza di coppie che aspirano all’adozione o che hanno già adottato, è possibile effettuare: Terapia di coppia, Terapia familiare, Consulenze psicologiche, Psicodiagnosi, ipnosi, PNL (programmazione neurolinguistica), tecniche di rilassamento

Cos'è la Psicoterapia Sistemico-Relazionale?

Perché Sistemica?

Il malessere presentato dalla "psicologo napoli" persona viene letto non tanto come problema dell’individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza.

Viene solitamente privilegiata l’ottica familiare, "psicologa napoli" ma le dinamiche disfunzionali possono collocarsi anche nel sistema coppia, nell’ambiente lavorativo, nel gruppo amicale, etc.

Perché Relazionale?

L’identità individuale "psicologo napoli" viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto, un eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.

Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza.

Quali persone può aiutare la Psicoterapia Sistemico-Relazionale?

L’approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile per le persone che ritengono avere delle difficoltà in specifici rapporti (di coppia, genitoriale, lavorativo, etc).

In particolare può rivelarsi utile al presentarsi di problematiche evolutive da parte dei bambini e/o degli adolescenti.

Questo tipo di terapia è inoltre finalizzato a leggere alcuni eventi e situazioni in modo maggiormente tollerabile da un punto di vista emotivo e trovare un significato possibile a difficoltà personali e/o familiari.

Il lavoro psicoterapeutico non è dunque prettamente rivolto al trattamento del sintomo presentato ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.

Cos’è la sessuologia?
L’attenzione dell’uomo ai problemi che riguardano la sessualità è presente fin dai primordi della storia, tanto che la magia , la stregoneria e la medicina si sono sempre confrontate con il problema della potenza sessuale, della contraccezione , della fertilità.
Col tempo si è realizzata una rivoluzione dell’approccio alle problematiche in materia ed ora, superando antichi tabù culturali duri a morire, la sessuologia clinica e il trattamento dei disturbi che essa affronta, sono entrati nel campo delle scienze a fianco della psicologia, della sociologia e della medicina.
Per questi motivi la figura del sessuologo, cioè dell’esperto che cura le patologie sessuali di origine psicologica ,sta assumendo in Italia un ruolo importante .
Il sessuologo tratta patologie sessuali, come si diceva di origine psicogena, in particolar modo, per quanto riguarda le disfunzioni maschili, l’impotenza ( o deficit erettivo), l’eiaculazione precoce, quella ritardata o assente, la dispareunia;
relativamente a quelle femminili l’attenzione è puntata sulla frigidità, l’anorgasmia,il vaginismo.

Cos'è la psicodiagnosi?

La diagnosi psicodinamica è una valutazione della personalità e dei suoi disturbi. Essenzialmente permette la programmazione di un trattamento, sia esso psicoterapico sia, eventualmete, farmacologico.

Comunemente si distingue una diagnosi "descrittiva", basata sui criteri diagnostici del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), attraverso la quale viene fornita "l'etichetta" giusta ad una sofferenza psichica, e una diagnosi psicodinamica, dove vengono prese in considerazione gli aspetti della personalità profonda. La diagnosi descrittiva ha la sua utilità nel programmare un intervento farmacoterapico, mentre una valutazione psicodinamica consente di avere un quadro approfondito delle dinamiche e della struttura della personalità.

Quest'ultimo tipo di diagnosi è utile per comprendere il paziente e la sua malattia, il modo come egli vive la sofferenza psichica, nonchè le eventuali risorse personali sulle quali può contare per ristabilirsi. Infine la diagnosi psicodinamica consente una maggiore precisione nella pianificazione di un percorso psicoterapeutico.

Gli strumenti impiegati per una valutazione psicodinamica del paziente sono i colloqui psicologici, i test ed eventuali esami medici e neurologici.

Una diagnosi psicodinamica completa dovrebbe comprendere l'analisi e la valutazione dei seguenti aspetti:

1. una raccolta dei dati anamnestici;

2. esame dello stato mentale (orientamento e percezione, cognizione, affettività e azione);

3. Somministrazione di test proiettivi

4. Diagnosi descrittiva al DSM - IV tr;

5. Caratteristiche dell'IO (punti di forza e debolezza, meccanismi di difesa utilizzati)

6. qualità delle relazioni interpersonali;

7. Caratteristiche del Sè (stima di Sè, coesione del Sè, confini del Sè etc.).

Che cos'è la mediazione familiare?
La mediazione familiare è un tipo di "studio psicologia" intervento volto alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o di divorzio. Il percorso di mediazione rappresenta una valida alternativa alla tradizionale via giudiziaria: il suo  scopo è quello di consentire ai coniugi che scelgono di porre fine al proprio vincolo matrimoniale di raggiungere, in prima persona, degli accordi di separazione e di essere artefici della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura loro e dei loro figli.

Questo tipo di servizio offerto alla famiglia in crisi si basa su di un presupposto essenziale, che lo differenzia da ogni altro tipo di intervento volto a risolvere le dispute: le persone, pur nel disordine emotivo/organizzativo che spesso accompagna una crisi coniugale, hanno la capacità di autodeterminarsi ed assumersi la responsabilità di decidere ciò che è meglio per loro, evitando di delegare ad un terzo, avvocato o giudice che sia, questo compito.

La mediazione familiare mira a creare un setting specifico, uno spazio e un tempo "neutro" dove i coniugi abbiano la possibilità di "ripensarsi" come coppia, o come coppia che si separa ma che rimane unita nell'esercizio della funzione genitoriale: qualora la separazione dovesse essere l'opzione scelta, i coniugi durante il percorso di mediazione avranno l'opportunità di riorganizzare emotivamente e pragmaticamente la loro vita. Attraverso un percorso strutturato di negoziazione si giunge a degli accordi "ragionevoli e mutualmente soddisfacenti" su tutti gli aspetti inerenti il divorzio: modalità di affidamento dei figli, calendario delle visite per il genitore non affidatario, assegno di mantenimento, divisioni patrimoniali, spartizione dei beni ecc.

La mediazione familiare non è necessariamente rivolta alle coppie che hanno già deciso di separarsi: in quanto servizio di aiuto in caso di conflittualità familiare, possono recarsi dal mediatore tutti coloro che vivono una situazione di conflitto in famiglia e che sentono il bisogno di trovare uno spazio neutro in cui confrontarsi per chiarire la propria posizione, le proprie idee, o ritrovare un proprio ruolo coniugale o genitoriale corroso dal tempo o da situazioni conflittuali.

La mediazione familiare, dunque, serve:

ad aiutare i coniugi in via di separazione a trovare accordi "mutualmente soddisfacenti" per entrambi su ogni aspetto della separazione (affidamento dei figli, calendario delle visite, aspetti economici e patrimoniali). Soltanto in questo modo, infatti, le parti saranno interessate a rispettare gli accordi nel tempo;

a migliorare l'intesa e la comprensione, ristabilire un canale di comunicazione magari interrotto da anni, migliorare l'intesa e la comprensione fra le parti, promuovere un dialogo costruttivo e chiaro fra gli ex coniugi in vista di una collaborazione futura come genitori;

a coadiuvare i cambiamenti emotivi, psicologici, pragmatici ed organizzativi che accompagnano la separazione;

ad aiutare a prevenire la sofferenza generale provocata dalla crisi coniugale, ed evitare che la crisi coniugale sfoci in una conflittualità dannosa e distruttiva;

ad offrire uno spazio neutro di dialogo e confronto costruttivo;

a tutelare il benessere e i diritti dei minori coinvolti;

a promuovere il rispetto fra i genitori;

Da un punto di vista psicologico, infatti, la capacità di separarsi civilmente rappresenta il modo migliore per dirsi addio e per chiudere in positivo e dignitosamente un capitolo della propria vita. E per continuare entrambi ad essere protagonisti, anche se da lontano, della crescita dei propri figli: ci si può separare come coniugi, ma non ci si può mai separare dal proprio ruolo di genitori.

A chi si rivolge la mediazione familiare?

ai coniugi che hanno deciso di porre fine al proprio matrimonio

a quelli che stanno pensando di farlo

alle coppie in crisi indecise sul da farsi

alle coppie già divorziate che intendono rivedere i propri accordi

Nella sua definizione rigorosa la mediazione familiare si rivolge ai coniugi che hanno deciso di separarsi: il mediatore, figura imparziale e qualificata, ha il compito di guidare il processo di elaborazione degli accordi di separazione, chiarendo le posizioni, i desideri, le aspettative ed i diritti delle parti, aiutandole a trovare valide alternative ed a superare le impasse di un irrigidimento nella comunicazione e nella negoziazione. Spesso, tuttavia, il mediatore si trova di fronte a coppie indecise e dubbiose sul da farsi, a coniugi che data la situazione di alta crisi che stanno vivendo sono insicuri di sé e del proprio futuro: in questo caso, allora, prima di iniziare il processo di mediazione vero e proprio il mediatore struttura una serie di 3 incontri in cui la coppia viene stimolata a lavorare e a riflettere sul futuro, sulle opzioni disponibili e sulla via da seguire.

Cos’è la Psicologia Giuridica

La psicologia giuridica descrive il profilo psicologico risultante dagli aspetti intellettivi, caratterologici ed attitudinali della psiche del cittadino, in rapporto alla posizione giuridica (in rapporto al ruolo rivestito nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e delle professioni e nella società).
La psicologia giuridica è chiamata principalmente a descrivere la storia personale (profilo psicologico) delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari, al fine di indicarne i dati comportamentali e sottoporli al vaglio dell’autorità giudiziaria incaricata del processo civile o penale.
Comprende lo studio dei fattori della personalità: intelligenza, carattere, attitudini, bisogni, tendenze, motivazioni, stimoli, socializzazione, fragilità psichica, deficit intellettivo, stress psicosomatico, affaticamento mentale, morbilità psichica, pericolosità sociale.

Ormai la psicologia giuridica si articola anche in aree specialistiche, qui sommariamente descritte, per obiettivi:

• psicologia forense, se riguarda la osservazione e la descrizione psicologica dei “soggetti coinvolti”, durante l’espletamento del dibattimento;
• psicologia giudiziaria, se riguarda la osservazione e la descrizione psicologica dei “soggetti coinvolti”, ai fini della valutazione del profilo e dell’eventuale danno psicologico ;
• psicologia criminale, se riguarda la osservazione e la descrizione del comportamento psicologico abituale dei “soggetti delinquenti, autori di reati”, anche ai fini della valutazione dell’eventuale pericolosità sociale;
• psicologia rieducativa, se riguarda la osservazione e la descrizione del valore psicologico della pena assegnata alle persone oggetto di rieducazione;
• psicologia legislativa, se riguarda la descrizione, lo studio e la elaborazione di norme riguardanti la prevenzione ed il contrasto della delinquenza o il contenuto della pena e le conseguenze psicologiche del periodo di carcerazione.

Rientrano in tali aree di studio anche gli aspetti psicologici di: separazione, divorzio, adozione nazionale e internazionale, affido etero-familiare dei minori, maltrattamento dei minori, abuso sessuale, comportamento deviato, violenza di gruppo, turbamento mentale e psicofisico della vittima, pedofilia, sette, minori a rischio di devianza, “carriere criminali”, bullismo, “branco”, dipendenze e sfruttamento, valutazione / misurazione del danno psichico, funzionamento dei servizi sociali, delle case-famiglia e dei centri di accoglienza e recupero.
Risultano fondamentali anche gli approfondimenti degli aspetti psicologici della responsabilità penale dei minori e degli adulti, dei comportamenti dei “testimoni” e degli effetti dello stato di reclusione.
Infine si sottolinea che la psicologia giuridica fornisce gli strumenti conoscitivi / operativi per la realizzazione del “colloquio protetto”, della “consulenza tecnica” e della “perizia psicologica”, in ambito civile e penale.

PSICOTERAPEUTA NAPOLI

trattamento dipendenza da cellulare psicologo napoliIl cellulare si è enormemente diffuso a tutti i livelli, tra differenti generazioni di utenti, dai minori agli anziani, dai giovani agli adulti, e ha prodotto nell’ultimo decennio la nascita di nuovi atteggiamenti nella quotidianità e nuovi modelli di comunicazione interpersonale.

Una nuova inchiesta in Italia dell’ISTAT relativa all’utilizzo degli strumenti di comunicazione e dei nuovi mezzi tecnologici ha evidenziato che il cellulare è al 2° posto, dopo la televisione.

Alcuni studi si sono focalizzati sull’influenza del cellulare sui minori e i giovani, ritenuti per la loro fragilità soggetti a rischio. Sicuramente il cellulare è uno strumento allettante: può essere utilizzato in ogni luogo e sempre, permette la continua raggiungibilità, può essere sempre posseduto, lasciato acceso o spento secondo le esigenze. Esso ha prodotto nuovi modelli di comunicazione:

- SMS, MMS, Videochiamate, che non esistevano prima della creazione del cellulare.L’SMS è molto usato dagli adolescenti, ma anche dagli adulti, che spesso li impiegano, e ha prodotto un’inedita modalità di scrittura, semplice, breve e coincisa.

L’sms arriva all’istante e molto facilmente e rapidamente possiamo comunicare al ricevente ciò che desideriamo. Quando l’utilizzo non è più razionale e vigilato si sfocia nella dipendenza.

La graduale fuga dal mondo reale è data dalla mancanza progressiva di interessi, da imprevisti mutamenti d’umore, da malesseri del sonno e dell’alimentazione, da relazioni avverse.

L’abuso, la spedizione ripetitiva e rapida di SMS , il troppo tempo trascorso al cellulare anche a usare i giochi interattivi sono atteggiamenti preoccupanti e come spesso accade ai giovani provoca un concreto pericolo di dipendenza.

Dott.ssa Carmen Crovella: PSICOLOGO NAPOLI

Tel: +39 3474063157

psicoterapeuta-napoliIl nostro studio di psicologia e psicoterapia si trova a Napoli, ma operiamo anche su Benevento, Caserta, Avellino e Salerno e tutta la campania. Ci occupiamo prevalentemente delle problematiche psichiche che possono presentarsi nel corso della vita in una famiglia, in una coppia o nell’individuo. Ci occupiamo, altresì, di disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi nella sfera sessuale, consulenze pre e post-adozione, problematiche dei bambini (iperattività, insonnia, disturbi del’apprendimento enuresi secondaria ecc).  Oltre agli psicologi e agli psicoterapeuti con il nostro studio di Napoli collaborano un neuropsichiatria infantile, uno psichiatra, un sessuologo e un mediatore familiare. Il ruolo dello psicologo - psicologa, oggi più che mai, nella nostra società ha assunto un ruolo fondamentale e per questo motivo abbiamo cercato di raggruppare figure professionali che possano dare una risposta alle problematiche che ci vengono presentate.lo psicoterapeuta  sistemico relazionale interviene non più sull’individuo, ma agisce sul sistema in cui l’individuo vive ( famiglia, coppia ambiente sociale). Le problematiche psichiche  sono la conseguenza di un’organizzazione disfunzionale e da comunicazioni non esatte e paradossali. Cambia quindi il compito del terapeuta che si pone l’obiettivo di intervenire sulle diverse parti del sistema, al fine di migliorare la comunicazione e  ristabilire l’eqilibrio della famiglia o della coppia. La psicoterapia sistemico - relazionale trova largo spazio di applicazione nei disturbi di vario genere; si rivolge alle famiglie, ai singoli individui o alle coppie.

 

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